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Un po' di storia...

La fitoterapia è considerata forse la prima forma di pratica terapeutica apparsa sulla terra; l’utilizzo di estratti di piante per la cura delle malattie, infatti, è pratica comune fin dalla preistoria.

La letteratura sulle erbe officinali parte da molto lontano: per esempio, nel Corpus Ippocratico (un insieme di scritti medici databili tra il V e il III sec. a.C.) vengono citate quasi 130 piante officinali. Dioscoride, d’altro canto, nel suo De materia medica ne elenca oltre 800, di cui moltissime asiatiche o egiziane.

La prima raccolta greca di vegetali terapeutici che ci sia giunta è quella di Teofrasto ed era intitolata Ricerche sulle piante.

La fitoterapia moderna ha origine nel periodo rinascimentale con la nascita delle prime scuole mediche laiche e delle prime università (Scuola medica salernitana sec. XI-XIII, Università di Montpellier sec. XII). Paracelso, i Medici, gli Estensi, Leonardo da Vinci favoriscono la ricerca, che tra le varie innovazioni porta alla creazione dell'orto botanico di Padova e poi a quello di Pisa. Si assiste ad un progressivo allontanamento dall'empirismo degli alchimisti a favore di una verifica scientifica con mezzi di indagine sempre più sofisticati. Questo permette a Carlo Linneo (1707-1778 d.C.) lo studio sistematico delle piante e la determinazione di regole rigorose per la coltivazione e la raccolta delle erbe medicinali.
Negli ultimi decenni questa pratica sta conoscendo un momento di assoluta espansione, conquistando un numero sempre maggiore di pazienti e ritagliandosi un posto di tutto rispetto al’interno del panorama della medicina.

Nel 1986, infatti, la fitoterapia è stata ufficialmente riconosciuta in Francia dal Ministero della Sanità come una medicina con dignità autonoma. Prova incontestabile della loro efficacia, i medicamenti raccomandati in fitoterapia sono tutti titolati in principi attivi, il che significa che essi contengono – in concentrazione più o meno elevata, ma sempre nota – sostanze dotate di attività farmacologiche.

In Italia il concetto di Fitoterapia intesa come disciplina medica che utilizza piante medicinali e derivati nella prevenzione e cura delle malattie è molto recente. Da soli 20 anni circa si è cominciato a parlare di fitoterapia come  atto medico (Firenzuoli 1986), mentre prima in realtà si conosceva  unicamente la realtà dell' erboristeria, cui peraltro va riconosciuto il merito di aver mantenuta alto l'interesse verso questa disciplina.

La fitoterapia propriamente detta non segue particolari filosofie o credenze religiose,  né  metodologie diagnostiche o terapeutiche diverse da quelle della medicina scientifica semmai richiede e impone una verifica scientifica delle conoscenze affidateci dalla tradizione. È per questo che oggi gli studiosi, oltre a isolare i principi attivi più importanti, cercano di comprendere per quale motivo una pianta usata nella sua totalità dia effetti diversi da quelli ottenuti con l'utilizzo del suo solo principio attivo. Questa differenza di azione è stata imputata al cosiddetto fitocomplesso, che secondo le teorie più correnti è considerato come una entità biochimica unitaria e dinamica.





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